A cena con l’Opera.
Nabucco di Giuseppe Verdi

Cari Amici,
sabato 21 ottobre alle 18 vi invitiamo a trascorrere una piacevole serata alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio). Vi faremo ascoltare NABUCCO di GIUSEPPE VERDI. E vi offriremo una simpatica CENA BUFFET.

TEATRO REGIO DI PARMA – Vi faremo ascoltare una prestigiosa registrazione del 2012 in Alta Definizione con Michele Mariotti sul podio, la regia di Daniele Abbado e grandi voci come Dimitra Theodossiou e Leo Nucci. Un allestimento insieme moderno e prestigioso. Il video ascolto sarà preceduto da una presentazione di un esperto d’opera. E, tra un intervallo e l’altro, altri interventi con curiosità su Verdi, Nabucco, gli interpreti e il Teatro Regio di Parma.

AMORE A PRIMA VISTA – La Prima di Nabucco avvenne il 3 marzo 1842 al Teatro alla Scala: la prima grande opera di Giuseppe Verdi (1813-1901). Nella temibile parte di Abigaille c’era Giuseppina Strepponi. Maestro al cembalo era invece Giuseppe Verdi in persona. Temistocle Solera scrisse il libretto di questo dramma lirico in quattro atti. Il successo di quest’opera di rivelò fin dalle prove: «il carattere dello spartito era talmente nuovo, talmente sconosciuto, lo stile così rapido, così insolito che lo stupore era generale e anche cantanti, cori, orchestra, all’udire questa musica, mostravano un entusiasmo straordinario» (Arthur Pougin, riportato in “Verdi” di Massimo Mila).

IL LIBRETTO DI NABUCCO NELLA TASCA – Eppure gli esordi del più importante operista italiano dell’Ottocento non furono così promettenti: se la sua prima opera, Oberto, conte di San Bonifacio (1839) non fu un grande successo, la seconda, Un giorno di regno (1840) fu un totale fallimento. Proprio in quegli anni visse una tragedia personale: i due figli e la moglie morirono a breve distanza di tempo ed egli arrivò a giurare che non avrebbe mai più scritto musica. La storia dell’impresario della Scala che infilò il libretto del Nabucco è nota, così come il fatto che la creatività del maestro venne stimolata subito dai versi del Va pensiero sull’ali dorate, incipit del coro degli ebrei prigionieri.

IL QUASI INNO NAZIONALE – Il tema biblico della schiavitù del popolo ebreo a Babilonia sotto Nabucodonosor, il re che Dio punì con la follia ma che, rinsavito, si converte e libera il popolo eletto, ispirò a Verdi un’opera che fin dal debutto fu un successo travolgente. In particolare il famoso coro finì col diventare una sorta di inno nazionale. E la vicenda sentimentale tra la figlia di Nabucco e il giovane ebreo, di cui è innamorata anche l’intrigante Abigaille, aggiunge tensione al topos verdiano del conflitto – di poteri tra Chiesa e Stato – e psicologico, tra padre e figlia. In germe, già tutto Verdi.

Contributo per il buffet: euro 10 (gratuito per under 30)!!
(video ascolto in preparazione della rappresentazione dal vivo alla Scala)
Gli Amici della Musica HvK

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Lascia un commento