Verdi à Paris. Les Vêpres Siciliennes

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Cari Amici,

Domenica 17 febbraio alle 16 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) vi proponiamo di scoprire l’operista più conosciuto e rappresentato al mondo – GIUSEPPE VERDI (1813-1901) in uno dei suoi aspetti meno noti: il suo intenso lavoro per il teatro francese. A parlarcene sarà Andrea Scarduelli, direttore musicale del Teatro Belloni di Barlassina. Ascolteremo e vedremo Les Vepres Siciliennes (1855), un’opera che nasce espressamente per le esigenze della declamazione in lingua francese, e solo successivamente divenuto anche un titolo di successo in italiano.

Amore e Odio

Per Verdi l’Italia era la moglie. La Francia, un’amante difficile, tirannica, capricciosa ma affascinante. Amata, odiata, fondamentale sempre, il rapporto di Giuseppe Verdi con la Francia e in particolare con la «capitale del XIX secolo» fu sempre intensissimo. Verdi fu innanzitutto affascinato dalla letteratura francese, e mise in musica drammi di Dumas e Hugo. Fece lunghi soggiorni a Parigi e frequentò i teatri e i salotti francesi. Parlava un francese perfetto. D’altra parte il lavoro all’Opéra lo innervosiva. La grande boutique lo irrita per la sua macchinosità, i tempi morti, il livello deludente di Orchestra e Coro. Però amò profondamente il Grand Opéra, si misurò con questo genere e realizzò numerosi capolavori.

Sei Titoli in francese

Saranno sei le opere di Verdi in francese. Jerusalem, edizione transalpina di Lombardi alla prima crociata; Macbeth, Don Carlos, Trouveres, Aroldo (edizione di Stiffelio), Othello. Les Vepres Siciliennes, opera difficile da trovare sul palcoscenico, anche in italiano, in francese è ancora di più una rarità.
I vespri siciliani debuttò a Parigi nella versione originale in francese dal titolo Les vêpres siciliennes il 13 giugno 1855. Il componimento, su libretto di Eugène Scribe (il quale arrangiò il libretto scritto per Le duc d’Albe di Gaetano Donizetti) e Charles Duveyrier, andò in scena nella versione italiana di Arnaldo Fusinato il 26 dicembre 1855 a Parma con il titolo Giovanna di Guzman e poi, con un nuovo libretto rivisto da Enrico Caimi, andò in scena a Napoli come Batilde di Turenna. La storia narra delle vicende dei vespri siciliani nel 1282.

I Francesi, Gli Invasori

Siamo a Palermo nel 1282. Nella bella città, invasa dai francesi, passeggia la Duchessa Elena. Essa preme per l’indipendenza della Sicilia per poter vendicare suo fratello Federigo. Arrivano Arrigo, giovane siciliano, e il grande nemico Monforte. Egli offre ad Arrigo il comando dell’esercito francese, ma il giovane rifiuta con sdegno. In quel momento sbarca Giovanni da Procida, patriota siciliano, e si riunisce insieme ai suoi sodali, tra i quali Elena e Arrigo. Arrigo si dichiara ad Elena. Essa accetta, però in cambio che Arrigo vendichi il suo amato fratello. Dei soldati di Monforte rapiscono Arrigo. Procida e Elena promettono vendetta.

Edizione di riferimento

L’edizione del Covent Garden di Londra che vi proporremo è tra le migliori possibili. In alta definizione, sul podio c’è Antonio Pappano. Notevoli anche le voci di Michael Volle e Erwin Schrott. La regia di Stefan Herheim sposta la vicenda all’epoca in cui Verdi compose l’opera, e risulta perfettamente aderente alla musica.
Gli Amici della Musica HvK

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