Musica del Mare. Richard Wagner: L’Olandese Volante

Cari Amici,

Domenica 24 febbraio alle 14.30 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio con ingresso gratuito e dolce e brindisi con buon vino di qualità all’intervallo) ascolteremo e vedremo una Prima Assoluta: l’allestimento di Olandese Volante di Richard Wagner che ha aperto la Stagione del Maggio Musicale Fiorentino 2019 nell’avveniristica sala creata pochi anni fa per questo prestigioso festival dallo Studio architettonico ABDR. Sul podio ci sarà Fabio Luisi, uno dei più grandi maestri wagneriani viventi e in scena un cast di voci specializzate. La regia di Paul Curran e le scene di Saverio Santoliquido giocano con fluttuanti proiezioni su cielo e mare, onde e nubi, per un tutto procelloso gravido di sinistri presagi. Soprattutto il mare imperversa spaventoso, finché compare il tremolante fantasma del vascello fantasma. Il fascino e il mistero buio del mare è il colore tipico di quest’opera, scritta da un giovane Wagner fuggiasco. L’edizione sarà in Alta Definizione (HD). A presentare l’opera sarà Luca Figini, esperto d’opera, mentre un prezioso commento sarà aggiunto da Stefano Parravicini, wagneriano errante. Due ore filate di musica travolgente, con la comodità dei sottotitoli in italiano.

Naufragio sul Baltico

Richard Wagner posò sulla carta le prime note dell’opera dopo lo shock di una tempesta sul Mar Baltico. Incalzato dai creditori, l’Olandese Volante, in fuga dai propri guai, era innanzitutto lui. Come nelle pagine di un diario, il compositore 26enne racconta della traversata compiuta insieme con la moglie Minna, in fuga da Riga perché assediato dai creditori. La tempesta fu tale che l’imbarcazione, diretta a Londra, si salvò trovando riparo nel fiordo norvegese di Sandwike.
Wagner tradusse il trauma di quell’esperienza con i mezzi che gli erano propri: la musica. Iniziò a comporre l’opera due anni più tardi, nel 1841, inserendo l’episodio vissuto nella saga nordica dell’Olandese volante, dal poema di Heinrich Heine. Rappresentata a Dresda nel 1843, è la prima pietra della grande epopea wagneriana (prima, c’era stato “Rienzi”, subito dopo sarà il capolavoro Tristano e Isotta).

Nuova era nella storia della Musica

Il compositore presentò l’Olandese a Luigi di Baviera come “un’opera tutto sommato di poche pretese, e tuttavia già pervasa dal mio vero stile…” Poche pretese?! Basterebbe l’eccitante roteare dell’arcolaio che accompagna l’ossessiva Ballata delle ragazze (atto secondo) o il formidabile scontro corale degli equipaggi delle due navi, per annunciare l’inizio di una nuova era nella storia della musica. Ed è già presente anche il concetto centrale che diverrà, da adesso in poi, un Leitmotiv della poetica wagneriana: la redenzione.

La Storia

Un capitano di ventura, a seguito di una maledizione, è condannato a vagare per i mari sul suo vascello maledetto fino al giorno del Giudizio, a meno che una donna gli giuri, beninteso mantenendo il patto, amore ed eterna fedeltà. La possibilità di redenzione avviene un solo giorno, ogni sette anni. In verità la vicenda è più complessa ed è corroborata dal mistero della leggenda che aleggia sulle ragazze da marito, con l’attesa di Senta che si sente predestinata, l’arrivo reale dell’Olandese, il malinteso creato da Erick, innamorato della ragazza e a conclusione dell’immolarsi di lei seguendo l’Olandese nei flutti, affinché sia redento.

Vi aspettiamo per salire con noi sul… Vascello Fantasma!

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