MUSICA E ARCHITETTURA
La nouvelle PHILHARMONIE DE PARIS e Daniel HARDING

Cari Amici,
tra i compiti della Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio), c’è quello di farvi scoprire e – idealmente – entrare nei luoghi più magici della Musica Classica. Sabato 17 febbraio alle 21 vi presenteremo la Nouvelle Philharmonie de Paris: un’avveniristica sala da concerto da poco inaugurata nella Cité de la Musique, nata dal genio di Jean Nouvel. A parlarvi delle sue preziosità architettoniche sarà Dario Hueller.
L’ORCHESTRE DE PARIS – Ascolteremo il suono particolare dell’Orchestre de Paris. Fondata nel 1967 dal grande direttore Charles Munch, erede dell’Orchestre de la Societé des Concert du Conservatoire fondata nel 1828, è stata guidata da grandi maestri come Herbert von Karajan, Sir Georg Solti, Daniel Barenboim, Semyon Bychkov, Christoph von Dohnányi, Christoph Eschenbach, Paavo Järvi, e sarà presto ereditata da Daniel Harding, il maestro che dirigerà il concerto in programma.
DANIEL HARDING – Enfant prodige, ha diretto i Berliner Philharmoniker a 19 anni. A 20 ha sostituito Claudio Abbado, suo pigmalione, nella direzione del Don Giovanni di Mozart a Aix en Provence.
IL PROGRAMMA DEL CONCERTO – Il programma presenta due capolavori assoluti del Novecento: la Sinfonia n° 4 di Gustav Mahler «La vita celeste» e il Concerto per Violino «Alla memoria di un angelo» di Alban Berg.
I DUE BRANI IN BREVE – Entrambi i brani affrontano il tema della vita oltre la vita, in una prospettiva umana, anzi umanissima.
La Quarta di Gustav Mahler è una delle sue sinfonie più gioiose e toccanti. Fu composta tra il 1899 e il 1900, ad eccezione dell’ultimo movimento, che si sviluppa da un lied del ciclo Das Knaben Wunderhorn (il corno magico del fanciullo) – Das himmlische Leben (la vita celestiale). Vi è racchiusa una descrizione del Paradiso visto con gli occhi di un bambino. Pochi mesi prima di morire Mahler si preoccupò di puntualizzare che i primi tre movimenti della sinfonia contenevano idee tematiche fondamentali che già prefiguravano il lied finale, che sfuma lentamente in una quiete trasfigurata. Il primo movimento crea l’atmosfera per la sensazione di innocente, imperturbata meraviglia che pervade tutto il lavoro, con un tintinnio di campanelli e un cinguettio di flauti che fanno da sfondo a temi melodici impetuosi e nel contempo delicati. Il secondo movimento e in forma di danza, e vagamente sinistro. Il terzo movimento, il più lungo, nonostante la profonda intensità mantiene la prospettiva dello sguardo infantile.
Il Concerto per violino di Alban Berg fu composto nell’ultimo anno di vita del compositore. Berg interruppe la composizione di Lulu per scrivere questo capolavoro, dedicato all’improvvisa morte per poliomielite di Manon Gropius, la figlia diciottenne di Alma Mahler e dell’architetto Walter Gropius, cui era molto legato. Berg stesso morì pochi mesi dopo, consapevole che il concerto fosse il suo canto del cigno. Il lavoro è permeato di inquietudine e nostalgia per la vita. Le atmosfere si fanno particolarmente intense nella sezione finale, caratterizzate da una serie di variazioni sul corale di Bach Es ist genug (ne ho abbastanza) e da un tenero motivo folcloristico della Carinzia.

Gustav Mahler (1860-1911)

Sinfonia n° 4 La vita celeste

Christine Landshamer, soprano

Alban Berg (1885-1935)

Concerto per Violino
alla Memoria di un angelo

Isabelle Faust, violino
Orchestre de Paris
Daniel Harding, direttore

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Lascia un commento