SYMPHONICA DOMANI
ElbPhilharmonie, nel Tempio della Musica del futuro

Cari Amici,
sabato 16 dicembre alle 21 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) vi invitiamo a un «viaggio nel futuro». Entreremo idealmente nella ElbPhilharmonie, una nuova, spettacolare sala da concerto che si affaccia sull’Elba ad Amburgo come una gigantesca vela o una punta di iceberg. Disegnata dagli archistar svizzeri Herzog & de Meuron, inaugurata nel 2017 è costata 789 milioni di euro. E’ anche una sala da concerto di spettacolare bellezza e con un’acustica strepitosa (progettata dal guru dell’acustica Yasuhisa Toyota): un luogo ideale dove fare musica. Il video, in HD e con suono a otto canali, permetterà di ammirare l’interno della sala, avveniristico e all’avanguardia, ma anche la sala dall’esterno, con immagini di spettacolare bellezza.

VIAGGIO NELLA STORIA DELLA MUSICA – Quello che vi faremo ascoltare è il concerto inaugurale: per sottolineare il momento storico (l’inaugurazione di una sala di una simile importanza) Il direttore Thomas Engelbrock (uno dei più carismatici maestri di oggi) e l’orchestra della NDR Elbphilarmonie Orchester (una formazione totalmente nuova nato per suonare in questa sala) hanno pensato a un programma musicale che propone brani che spaziano dal Medio Evo fino ai nostri giorni: come dire che la ElbPhilharmonie è l’Alpha e l’Omega della musica.

ALPHA E OMEGA – Il menù è ricchissimo di brani di Benjamin Britten, Henry Dutilleux, Emilio de Cavalieri, Alois Zimmermann, Jacob Preatorius, Rolf Liebermann, Giulio Caccini, Olivier Messiaen, Richard Wagner, Wolfgang Rihm, e – per finire – l’Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven. Un programma di grande fascino e impatto emotivo.

Un viaggio ideale alle origini della musica per tornare all’oggi
Gli Amici della Musica HvK

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MUSICA E CINEMA
EISENSTEIN La Corazzata Potemkin, SHOSTAKOVICH Quinta Sinfonia

Cari Amici,
domenica 26 novembre alle 15 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) vi presenteremo due grandi artisti russi: Sergei Eisenstein (1898-1948) e Dmitri Shostakovich (1906-1975). Entrambi credettero profondamente al comunismo. Entrambi furono perseguitati da questa ideologia. Attraverso la visione e l’ascolto di due dei loro capolavori, cercheremo di capire che cosa è stato il comunismo. Facendocelo raccontare da chi lo ha vissuto sulla propria pelle e da chi ci ha messo la faccia.

DUE CAPOLAVORI – Nel corso di un pomeriggio appassionante, potremo assistere alla proiezione de La Corazzata Potemkin (1925). Si tratta della pellicola più celebre del regista russo Sergei Eisenstein. Potremo ammirare uno dei capolavori più celebri della storia del cinema in Alta Definizione e con la colonna sonora originale di Edmund Meisel. Il film (durata: 67 minuti) racconta con l’intensità tipica dell’Espressionismo alcuni episodi della rivolta del 1905.

Emozioni altrettanto potenti ci trasmetterà la Quinta Sinfonia (1937) di Dmitri Shostakovich: eseguita per la prima volta dal grande direttore Evgeny Mravinsky per i vent’anni della Rivoluzione di Ottobre, l’opera solo in apparenza aderisce al programma celebrativo richiesto dai committenti, ma descrive in realtà il contrasto tra l’ideale comunista del compositore e il socialismo reale dell’Urss. Ascolteremo questo potente affresco sinfonico nell’interpretazione dell’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese (una delle più grandi orchestre del mondo)diretta da Mariss Jansons (un maestro lettone che ha iniziato e percorso gran parte della sua carriera oltre la cortina di ferro) al Gran Teatro Colon di Buenos Aires.

Con questo programma rievocheremo uno degli avvenimenti storici più importanti del XX secolo: la Rivoluzione di Ottobre del 1917.
Non perdete questo momento!!
Gli Amici della Musica HvK

Domenica 26 novembre ore 15
Casa della Musica, Desio
MUSICA e CINEMA
Sergej Eiseinstein

La Corazzata Potemkin

Dmitri Shostakovich

Sinfonia numero 5

Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese
Mariss Jansons

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MUSICA E LETTERATURA
Il Requiem di Verdi con letture dai Promessi Sposi

Cari Amici,
Venerdì 17 novembre alle 21 vi invitiamo alla Casa della Musica per vivere una serata tra musica e letteratura. Come saprete, Giuseppe Verdi scrisse la sua Messa da Requiem in memoria di Alessandro Manzoni.

Vi faremo ascoltare una delle più prestigiose edizioni di tutti i tempi di questo capolavoro verdiano. E – nell’intervallo tra la prima e la seconda parte – vi proporremo la lettura di tre tra i passi più significativi dei Promessi Sposi.

HERBERT VON KARAJAN, LUCIANO PAVAROTTI, ARTURO TOSCANINI – L’edizione che ascolteremo – restaurata in 4K e con suono Hdr – è stata registrata al Teatro alla Scala. Sul podio c’è Herbert von Karajan, che firma una delle letture più ispirate e sensibili di tutti i tempi del capolavoro verdiano. L’esecuzione fu dedicata alla memoria di Arturo Toscanini. Nel cast c’è un giovane Luciano Pavarotti, al culmine delle sue grandi doti vocali. Con lui altri tre grandi artisti: Nicolaj Ghiaurov, Leontyne Price e Fiorenza Cossotto.

Un ascolto veramente importante, che vi raccomandiamo di non perdere!!!
Gli Amici della Musica HvK

Venerdì 17 novembre ore 21
Giuseppe Verdi

REQUIEM

Leontyne Price, Fiorenza Cossotto, Luciano Pavarotti, Nicolai Ghiaurov
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
HERBERT VON KARAJAN

Riproponiamo in 4K e suono 8 canali Hdr un celebre video nato nel gennaio 1967 per il decimo anniversario della morte di ARTURO TOSCANINI. Si può ammirare un giovane LUCIANO PAVAROTTI. Ma anche Leontyne Price, Fiorenza Cossotto e Nicolai Ghiaurov: tre voci straordinarie. L’anima di questa interpretazione è però HERBERT VON KARAJAN che firma qui una delle esecuzioni migliori possibili del capolavoro verdiano. Le riprese di questo celebre video a colori furono affidate a un grande regista: Henry Georges Clouzot.

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NOVECENTO STORICO
La Notte Trasfigurata e Un sopravvissuto a Varsavia di SCHOENBERG

Cari amici,
Sabato 4 novembre alle 21 la Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) riapre per offrirvi un concerto sinfonico interamente dedicato ad Arnold Schoenberg (1874-1951). A oltre un secolo dalla loro pubblicazione, le opere di Schoenberg fanno ancora paura a una parte non piccola del pubblico di appassionati di musica classica.
Le due partiture che vi proporremo di ascoltare nell’interpretazione dei Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle sono capolavori di grande bellezza, capaci di suscitare un grande entusiasmo, e un grande coinvolgimento, anche in chi non ha una particolare confidenza con la musica di Schoenberg.

Verklarte Nacht, La Notte Trasfigurata – E’ il primo grande capolavoro di Arnold Schoenberg. Composto nel 1899, appartiene alla prima fase creativa e mostra quanto questo artista avesse raggiunto una impressionante perizia nel creare straordinari capolavori tardo romantici con linguaggio ancora ai confini della tonalità. Solo più tardi avrebbe intrapreso altre, più rivoluzionari percorsi. Nato come composizione da camera per sestetto d’archi, fu poi tramutato anche in un poema sinfonico con una grandiosa orchestrazione. Il tema ispiratore è tratto da una poesia di Richard Dehmel. Un uomo e una donna vagano tra gli alberi, in una notte fredda, illuminata dalla Luna (un topos della poetica di questo autore). Lei confessa di aspettare un figlio di un altro, dal quale si era illusa di essere amata, e di aver creduto che un bambino avrebbe dato senso, se non felicità, alla sua vita. Lui le assicura che l’amore che provano l’uno per l’altra li unirà e farà sì che entrambi amino pienamente quella creatura. La Notte Trasfigurata è dunque un momento di passaggio: dall’amore concepito come puro sfruttamento, a un amore vero, totale e assoluto.

Ein Überlebender aus Warschau, Un sopravvissuto a Varsavia – è invece un brano del 1947 che appartiene alla fase estrema di Schoenberg, che sarebbe morto nel 1951. Si tratta di una breve, sconvolgente composizione che rappresenta il particolare tributo dell’autore agli ebrei vittime della persecuzione nazista. Basata su una storia che sentì raccontare dai sopravvissuti dell’insurrezione di Varsavia, in questo pezzo si svela tutto l’inimitabile talento di Schoenberg per la rappresentazione dell’angoscia, della paura, che deriva da una realtà da incubo e dal disorientamento emotivo che vive l’uomo contemporaneo. Il narratore, con lo spreachgesang (lo stile di canto parlato tipico di Schoenberg) racconta di un gruppo di prigionieri svegliati prima dell’alba e picchiati dai loro carnefici. Il sergente nazista ordina loro di contarsi a voce alta, in modo da sapere quanti ne rimangono da scortare nelle camere a gas. Ma nel mezzo del conteggio, i prigionieri esplodono nell’antico canto ebraico Shema Ysrael, un’ultima grande affermazione della propria dignità umana. Questo dramma è una vera e propria musica di protesta, ma anche di affermazione dei valori umani nei momenti di difficoltà insuperabili.

L’esecuzione che ascolteremo è proiettata con la tecnologia della Digital Concert Hall, la sala da concerto virtuale in video 4K e suono Hdr a otto canali. Una serata ad alta emozione musicale!!
Gli Amici della Musica HvK

Sabato 4 novembre 2017 ore 21
Casa della Musica
ARNOLD SCHOENBERG

VERKLARTE NACHT

(LA NOTTE TRASFIGURATA)

EIN UBERLEBENDER AUS WARSCHAU

(UN SOPRAVVISSUTO A VARSAVIA)

Berliner Philharmoniker
Sir Simon Rattle

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Il Trionfo del Barocco.
I concerti Brandeburghesi di Bach secondo Claudio Abbado

Cari Amici,
Martedì 31 ottobre alle 21 alla Casa della Musica (via Lampugnani 80 Desio) ascolteremo e vedremo un video diventato storia: I CONCERTI BRANDEBURGHESI di JOHANN SEBASTIAN BACH con l’ORCHESTRA MOZART e la concertazione di CLAUDIO ABBADO.

FILOLOGIA E LEGGEREZZA – Si tratta di un’interpretazione capace di donare ai capolavori bachiani un’inedita freschezza e leggerezza. Il grande direttore milanese ha sempre frequentato queste partiture. Negli ultimi anni della sua carriera, il confronto tra le conquiste della filologia e la sua inimitabile bacchetta, ha dato vita a un’interpretazione diventata un punto di riferimento, grazie anche alla presenza di solisti di straordinario valore come Ottavio Dantone, Giuliano Carmignola, Alessio Allegrini, Alessandro Carbonare, Wolfram e Raphael Christ, Lorenza Borrani capaci di dare vita a un ensemble dal virtuosismo impareggiabile.

EMOZIONE IMPAGABILE – Riproponiamo questa esecuzione che – con un gruppo di Amici della Musica – andammo ad ascoltare dal vivo a Ferrara. Nel corso della serata vi racconteremo l’inimitabile atmosfera di un concerto dal vivo con Claudio Abbado! Un’emozione impagabile, capace di riprodursi in modo assai realistico in queste straordinarie registrazioni.
Gli Amici della Musica HvK

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LUCERNE FESTIVAL
Gustav Mahler e la Sinfonia dei Mille

Cari Amici,
venerdì 13 ottobre alle 21 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) ascolteremo la Sinfonia numero 8 di Gustav Mahler. Chiamata a volte la «Sinfonia dei Mille» per il suo organico colossale che comprende un’orchestra di 120 orchestrali e un coro smisurato, è un’opera che affronta il tema di Dio: esattamente come la Seconda Sinfonia Resurrection, che ascolteremo dal vivo il 14 ottobre al Teatro alla Scala (e di cui questa serata costituisce un momento di preparazione).

LUCERNE FESTIVAL – L’edizione che proporremo è stata registrata al Festival di Lucerna nell’agosto 2016 nella splendida Salle Blanche, capolavoro di Jean Nouvel. E’ stata diretta da Riccardo Chailly. Grande direttore mahleriano (ha al suo attivo tre registrazioni integrali delle sinfonie del compositore boemo), ha raccolto da Claudio Abbado la guida del Lucerne Festival, ripartendo da dove Abbado si era fermato. L’Ottava Sinfonia, appunto.

FAUST DI GOETHE – L’Ottava Sinfonia di Mahler è composta di due parti. La Prima, è composta dall’antico inno latino Veni Creator Spiritus. La Seconda, dalla Scena finale del Faust di Goethe. Mahler volle dirigere personalmente la prima esecuzione, nel 1910. Un anno prima di morire, già minato dalla malattia, il grande compositore si confronta a viso aperto con Dio.
Gli Amici della Musica HvK

Venerdì 13 ottobre ore 21
Casa della Musica
(Via Lampugnani 80, Desio)
LUCERNE FESTIVAL ORCHESTRA
Gustav Mahler

SINFONIA N° 8 DEI MILLE

Ricarda Merbeth, Juliane Banse, Anna Richter, Sara Mingargo, Andreas Schager, Peter Mattei, Samuel Youn

Coro Der Bayerische Rundfunk
Lucerne Festival Orchestra
RICCARDO CHAILLY

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Festival di Salisburgo
Il Requiem di Mozart con Teodor Currentzis

Cari Amici,
ogni estate, da quasi un secolo, il Festival di Salisburgo è la vetrina più prestigiosa al mondo dedicata alla musica classica. Venerdì 15 settembre alle 21 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) vi offriamo la possibilità di ascoltare uno dei concerti evento (insieme a Aida con Riccardo Muti) dell’edizione 2017: il Requiem di Mozart diretto da Teodor Currentzis con l’Orchestra Musica Aeterna

DUECENTO ANNI DI STORIA DELL’INTERPRETAZIONE – Esistono centinaia di esecuzioni di questo grande capolavoro e alcune decine sono di riferimento assoluto: quella innovativa e di diafana leggerezza di Claudio Abbado, quella piena di pathos drammatico di Leonard Bernstein, quella intensa e rarefatta di Herbert von Karajan, quella autorevole e tradizionale di Karl Bohm e quella energica e travolgente di Sir Georg Solti. Per non parlare di Mark Minkowski e John Eliot Gardiner.

INNOVAZIONE E CREATIVITA’- Sull’edizione di Teodor Currentzis non diciamo nulla: la proponiamo perché questo maestro è riuscito a convincere il più prestigioso festival al mondo ad affidare a lui – nella città di Mozart – tutti gli eventi mozartiani. Il concerto che vi presenteremo ha avuto un’accoglienza entusiastica di pubblico e critica e Currentzis e la sua orchestra sono di casa in tutti i teatri d’opera del mondo: Teatro alla Scala compreso, dove potremo ascoltarlo nei prossimi mesi. Non tutto quello che fa questo maestro che è anche un personaggio è condivisibile fino in fondo: ma è indubbio che porta la firma di una grande personalità, come ne servono nella musica classica oggi.

Vi invitiamo venerdì sera alle 21 ad ascoltare un Requiem di Mozart come probabilmente non lo avete mai ascoltato prima: per scoprire le nuove tendenze, per conoscere quello che senza dubbio oggi è un fenomeno e domani potrebbe diventare uno dei grandi interpreti, per farvi una vostra idea. Un fatto è certo: l’interpretazione di Teodor Currentzis e dell’orchestra Musica Aeterna non vi lascerà indifferenti
Gli Amici della Musica HvK

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Alle radici dell’uomo
La Quarta Sinfonia “Romantische” di Anton Bruckner

Cari Amici,
domenica 10 settembre alle 15 (*) alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) ascolteremo e vedremo uno dei capolavori del Tardoromanticismo tedesco: la Quarta Sinfonia di Anton Bruckner. L’esecuzione sarà affidata a Christian Thielemann e alla Sachsische Staatskapelle Dresden. Si tratta della più antica orchestra europea. Ininterrottamente in attività dal 1548, è una delle cinque migliori orchestre al mondo. Dotata di un suono unico e peculiare, ha una potenza e un virtuosismo impressionanti.

LA VITA E I SOGNI – Anton Bruckner è un compositore che per tutta la vita cercò Dio. Dopo averlo “trovato”, cercò di descrivere ciò che aveva contemplato con la sua musica. Le sue grandiose sinfonie ci parlano di un mondo ultraterreno e ci riportano alle origini stesse della vita. In particolare Bruckner descrive la “grande bellezza” del Creato: la vastità della Natura, gli spazi immensi e le verdi praterie delle campagne austriache, le cattedrali barocche alte e bianchissime dove per tutta la vita fu organista. La sua musica, originalissima, trova le sue radici nel canto gregoriano, in Palestrina e Bach.

NEL CUORE DEL ROMANTICISMO – La Quarta Sinfonia “Romantica” declina uno degli aspetti fondanti del Romanticismo: la sete – ma ancor più – la nostalgia – di Dio e il desiderio di ascesi e di elevarsi verso l’alto. E’ forse – fra le undici – la sua sinfonia più amata. L’arcano incipit affidato al corno che riluce tra la quiete grandiosa degli archi dà subito il colore dell’opera: una composizione sacra senza parole. Se il secondo movimento appare come un sognante canto processionale, il successivo Scherzo è un galoppo verso i cieli, mentre il maestoso crescendo che conclude il finale possiede lo straordinario potere di evocare paesaggi naturali di una bellezza lucente. Nei quali Bruckner intravede la luce divina.

MASSI MUSICALI ERRATICI – Gunter Wand, un grande maestro che insieme a Sergiu Celibidache è stato uno dei grandi interpreti del compositore austriaco, ha paragonato Bruckner a un “masso erratico”, una grande lastra di pietra capace di mostrarci – con la sua antichità ancestrale – le origini della vita e del mondo. La musica di Bruckner è un universo di sconfinata ricchezza che vi invitiamo a scoprire!
Gli Amici della Musica HvK

(*) CAMBIO DI DATA – Abbiamo cambiato la data del video ascolto, preferendo la domenica pomeriggio, perché è l’unico momento del weekend in cui è possibile trovare agevolmente parcheggio attorno alla Casa della Musica (e nello spazio accanto alla biblioteca civica)

DRESDNER E THIELEMANN ALLA SCALA DAL VIVO – Lunedì 11 settembre alle 21 ci sarà la possibilità di ascoltare la stessa orchestra e lo stesso direttore dal vivo al Teatro alla Scala (con il Primo concerto per pianoforte di Beethoven e la Prima Sinfonia di Bruckner)(platea o palco in posti di grande qualità): vi consigliamo di vivere questa esperienza straordinaria e unica: ascoltare dal vivo una simile orchestra non ha prezzo e Thielemann è il migliore direttore vivente in Bruckner.

HANSEL UND GRETEL ALLA SCALA
Vi ricordiamo che c’è ancora la possibilità di ascoltare dal vivo al Teatro dalla Scala l’opera Hansel und Gretel nelle date: 8/9; 16/9; 20/9; 21/9; 24/9.

Per info e prenotazioni: Marco Mologni marco.mologni@gmail.com 339-1352286

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INVITO AL PIANOFORTE
Incontri al vertice della tastiera!

Cari Amici,
giovedì 27 luglio alle 21 vi invitiamo al gran finale degli ascolti musicali estivi all’anfiteatro di Macherio (piazza del Lavatoio, via Roma, 38, con ingresso gratuito). Due grandi direttori, due grandi pianisti. A unirli la stessa bruciante passione: IL PIANOFORTE. E’ stato lo strumento romantico per eccellenza a favorire l’incontro tra Herbert von Karajan e Alexis Weissenberg. E poi quello tra Leonard Bernstein e Krystian Zimerman.

Alexis Weissenberg (1929-2012), il grande pianista bulgaro naturalizzato francese, si formò artisticamente alla diretta scuola di Sergej Rachmaninov: uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi, prima ancora che il grande compositore che tutti amiamo. Insieme a Herbert von Karajan (cha aveva già eseguito il capolavoro anche con Sviatoslav Richter) e ai Berliner Philharmoniker, Weissenberg rende con grande intensità poetica uno dei più celebri incipit della storia della letteratura pianistica, che all’inizio sembra emergere dalla più cupa indeterminatezza per poi raggiungere la splendente sicurezza della melodia che segue, fino a trionfare nella celebre esuberanza timbrica di Rachmaninov.

Krystian Zimerman (1956), polacco, è considerato uno dei massimi pianisti viventi. Con Leonard Bernstein e i Wiener Philharmoniker sviluppò una fusione artistica che gli permise di firmare tanti grandi concerti della letteratura pianistica come quelli di Schumann, Beethoven e Brahms. L’ultimo concerto per pianoforte di Beethoven, l’unico che il grande compositore non potè eseguire personalmente perché ormai sordo, trasmette un senso di grande maestosità, al punto che i contemporanei lo soprannominarono “Imperatore”. Un nome che rende appieno lo spirito di questo brano. Dopo la potenza del primo movimento, segue il tema ascetico del secondo movimento, in forma di inno, e infine il motivo gioiosamente marziale del rondò conclusivo. Un grido di trionfo di Beethoven e della sua musica.

Potremo ascoltare e vedere alcune tra le esecuzioni più emozionanti firmate da due tra i più straordinari sodalizi artistici della storia della musica classica. In due habitat naturali della grande musica: l’avveniristica sala dei Berliner Philharmoniker e la Sala d’Oro dei Wiener Philharmoniker. I due brani sono tra le partiture più coinvolgenti ed emozionanti della letteratura musicale, e vi conquisteranno!
Vi aspettiamo!
Gli Amici della Musica HvK

 

SERGEJ RACHMANINOV (1873-1943)

Concerto per Pianoforte n.2

Alexis Weissenberg, piano
Berliner Philharmoniker
Herbert von Karajan, direttore

 

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)

Concerto per Pianoforte n. 5 Imperatore

Krystian Zimerman, piano
Wiener Philharmoniker
Leonard Bernstein, direttore

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Il cielo stellato sopra di noi.
Ludwig van Beethoven, Missa Solemnis

Cari Amici,
Sabato 17 giugno alle 21 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio con ingresso gratuito) vi offriremo l’ascolto di un’edizione della Missa Solemnis di Beethoven di capitale importanza: quella diretta da NIKOLAUS HARNONCOURT con l’orchestra del CONCERTGEBOUW di AMSTERDAM. Il direttore austriaco ha dedicato la vita a questa composizione, nella quale si toccano cielo e terra, lasciando a ogni tappa una fondamentale registrazione. Quella che ascolteremo è l’ultima, firmata pochi mesi prima della morte. Un congedo, da una partitura ammirata ed esplorata per una intera vita.

DI FRONTE A DIO – Commissionata nel 1819, la Missa Solemnis avrebbe dovuto servire per l’investitura dell’Arciduca Rudolph: il mecenate, sostenitore e ammiratore di Beethoven. Non la concluse in tempo e fu presentata all’Arciduca solo nel marzo 1823. Beethoven era fermamente intenzionato a comporre una Messa che scavasse nella profondità e nello splendore del testo liturgico. Il suo duro lavoro produsse un’opera che riuscì ad andare oltre le parole e le riflessioni umane, ponendosi direttamente a contatto con Dio.

FUTURO E PASSATO INSIEME – La grandiosa partitura ha una doppia anima dove convivono passato e futuro: riuscendo a innestarsi in una plurisecolare tradizione che risale al Canto Gregoriano, Palestrina, Monteverdi, e poi Bach e Handel, innestandosi nella tradizione della messa viennese e in particolare alla Creazione di Haydn alla Grande Messa di Mozart. E, nello stesso tempo, riuscendo a dire qualcosa di innovativo e di mai ascoltato prima d’ora. Tracciando con forza un nuovo sentiero espressivo che spinse gli interpreti – e Beethoven stesso – oltre i suoi limiti umani.

ALPHA E OMEGA – In quegli anni Beethoven era ormai completamente sordo e non poté mai sentire, se non con l’orecchio interiore, il suo capolavoro. Forse per questo il senso di lotta che emerge dalle parti corali e dalla linea spietatamente acuta dei soprani conferisce all’opera qualcosa che va oltre l’umano. Ecco perché quest’opera viene considerata come l’Alpha e l’Omega non solo della musica di Beethoven, ma della stessa Musica Sacra.

GRANDI INTERPRETI – Sono tante le letture della Missa Solemnis di Beethoven: da Arturo Toscanini a Otto Klemperer, da Herbert von Karajan a Leonard Bernstein, e poi ancora Carlo Maria Giulini, Karl Bohm, Eugen Jochum, Rafael Kubelik, Carl Schuricht, James Levine, Christian Thielemann. Abbiamo pensato di presentare quella di Nikolaus Harnoncourt come un omaggio al grande maestro scomparso nel 2016 e mai presentato finora nella nostra associazione.
Gli Amici della Musica HvK

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