Il cielo stellato sopra di noi.
Ludwig van Beethoven, Missa Solemnis

Cari Amici,
Sabato 17 giugno alle 21 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio con ingresso gratuito) vi offriremo l’ascolto di un’edizione della Missa Solemnis di Beethoven di capitale importanza: quella diretta da NIKOLAUS HARNONCOURT con l’orchestra del CONCERTGEBOUW di AMSTERDAM. Il direttore austriaco ha dedicato la vita a questa composizione, nella quale si toccano cielo e terra, lasciando a ogni tappa una fondamentale registrazione. Quella che ascolteremo è l’ultima, firmata pochi mesi prima della morte. Un congedo, da una partitura ammirata ed esplorata per una intera vita.

DI FRONTE A DIO – Commissionata nel 1819, la Missa Solemnis avrebbe dovuto servire per l’investitura dell’Arciduca Rudolph: il mecenate, sostenitore e ammiratore di Beethoven. Non la concluse in tempo e fu presentata all’Arciduca solo nel marzo 1823. Beethoven era fermamente intenzionato a comporre una Messa che scavasse nella profondità e nello splendore del testo liturgico. Il suo duro lavoro produsse un’opera che riuscì ad andare oltre le parole e le riflessioni umane, ponendosi direttamente a contatto con Dio.

FUTURO E PASSATO INSIEME – La grandiosa partitura ha una doppia anima dove convivono passato e futuro: riuscendo a innestarsi in una plurisecolare tradizione che risale al Canto Gregoriano, Palestrina, Monteverdi, e poi Bach e Handel, innestandosi nella tradizione della messa viennese e in particolare alla Creazione di Haydn alla Grande Messa di Mozart. E, nello stesso tempo, riuscendo a dire qualcosa di innovativo e di mai ascoltato prima d’ora. Tracciando con forza un nuovo sentiero espressivo che spinse gli interpreti – e Beethoven stesso – oltre i suoi limiti umani.

ALPHA E OMEGA – In quegli anni Beethoven era ormai completamente sordo e non poté mai sentire, se non con l’orecchio interiore, il suo capolavoro. Forse per questo il senso di lotta che emerge dalle parti corali e dalla linea spietatamente acuta dei soprani conferisce all’opera qualcosa che va oltre l’umano. Ecco perché quest’opera viene considerata come l’Alpha e l’Omega non solo della musica di Beethoven, ma della stessa Musica Sacra.

GRANDI INTERPRETI – Sono tante le letture della Missa Solemnis di Beethoven: da Arturo Toscanini a Otto Klemperer, da Herbert von Karajan a Leonard Bernstein, e poi ancora Carlo Maria Giulini, Karl Bohm, Eugen Jochum, Rafael Kubelik, Carl Schuricht, James Levine, Christian Thielemann. Abbiamo pensato di presentare quella di Nikolaus Harnoncourt come un omaggio al grande maestro scomparso nel 2016 e mai presentato finora nella nostra associazione.
Gli Amici della Musica HvK

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