In Memoriam, il Requiem di Mozart secondo Claudio Abbado

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Cari Amici,
Claudio Abbado per la nostra associazione rappresenta un punto di riferimento importante. Non solo per l’altezza dell’interprete, ma per la sua statura di uomo. Il suo modo di essere è una continua fonte di ispirazione per il nostro impegno. Ed è in questa prospettiva – proiettata nel futuro e non nel passato – che vi proponiamo questa serata (sabato 10 settembre alle 20.30 alla Casa della Musica, via Lampugnani, 80, Desio).

L’ULTIMA PAROLA DI CLAUDIO ABBADO – Ascolteremo e vedremo uno degli ultimi grandi concerti di Abbado a Lucerna. E’ l’estate del 2012: il grande maestro riuscirà a lavorare ancora fino al 2013, ma già in questo concerto si avverte un messaggio di congedo. E anche la scelta del programma – il Requiem – dice tutto. Abbado si congeda dalla vita con la stessa partitura che fu il canto del cigno di Mozart.
Vi parleremo anche degli ultimi 13 anni che Claudio Abbado trascorse a Lucerna. Anni strappati alla malattia e alla vita, nei quali le sue letture si fanno immensamente più profonde e definitive. Gli anni più significativi della sua carriera. In questo concerto il maestro guida la Lucerne Festival Orchestra, l’orchestra “all star” creata per lui sul lago dei quattro cantoni, insieme alla stessa Salle Blanche, capolavoro dell’archistar Jean Nouvel, insieme al KKL (Centro di Cultura e Congressi Lucerna), messa a sua disposizione.

IL REQUIEM DEI MISTERI – Sin dalla morte di Mozart, il Requiem è stato circondato da un’aura di mistero, di tragedia, di complotto, di destino, che l’ha proiettato subito nella dimensione del mito. In realtà, l’incarico di comporre una messa funebre era un fatto ordinario per un compositore austriaco di fine Settecento. Se però il compositore è Mozart, se il committente rimase segreto, servendosi di un messaggero, se poco dopo la commessa sopravvenne una malattia, e se la malattia si rivelò mortale, e dunque questa divenne l’ultima opera del compositore, e se addirittura egli non riuscì a concluderla, prima di una morte le cui cause la medicina del tempo non seppe chiarire, allora la composizione si caricò di significati sinistri, con una proliferazione di leggende che tuttora colorano di luci e ombre il Requiem. Ad aggiungere mistero al mistero fu la vedova di Mozart, che al fine di incassare il compenso fece concludere l’opera in gran segreto, da uno degli allievi più dotati di Mozart, Franz Sussmayr, e poi la spacciò come integralmente autentica, fino al limite della menzogna.
Per la sua ultima esecuzione del Requiem, Claudio Abbado si servì di nuove partiture nelle quali i musicologi sono riusciti “liberare” l’originale da un secolare lavoro di sbroglio. Indagini iniziate fin dalla morte di Mozart, e durate fino ai nostri giorni, con scoperte anche recentissime, capaci di restituire un’idea di questo capolavoro assai diverso da quello che innumerevoli biografie, opere teatrali e cinematografiche ci hanno trasmesso.

Una serata ricca e appassionante, capace di svelare tanti aspetti nuovi su una partitura che si crede di conoscere a memoria!
Gli Amici della Musica HvK

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