Opera e Mito. Arianna a Nasso di Richard Strauss

Cari Amici,

Concludiamo il ciclo dedicato a OPERA E MITO con un capolavoro di Richard Strauss (1865-1949). Si tratta di un piccolo gioiello nato nel 1916 che rappresenta il passo più ardito di Strauss e del suo formidabile librettista Hugo von Hofmannstahl nell’esplorazione del meta-teatro. Due gli appuntamenti che vi proponiamo: il 31 maggio alle 20.30 alla Casa della Musica e il 19 giugno alle 20 al Teatro alla Scala

Alla Casa della Musica

Il 31 maggio alle 20.30 Ascolteremo e vedremo una produzione del Met di New York con James Levine sul podio e le voci di Debora Voigt e Natalie Dessay. I sottotitoli in italiano restituiscono tutta la preziosità letteraria e le finezze filosofiche del libretto. Presentazione di Luca Figini e ricco materiale di approfondimento.

Al Teatro alla Scala

Vi offriamo invece il 19 giugno alle 20 la possibilità di assistere dal vivo (a costo fortemente ridotto) alla prestigiosa produzione con il direttore Franz Welser-Moest, la regia di Frederic Waker Walker e le voci di Krassymira Stoyanova e Sabine Devieille.

L’Opera

Un ricco signore di Vienna sta per mettere in scena un’opera sul mito di Arianna a Nasso. Di seguito alla fine dell’opera sarà poi rappresentata una farsa. Ma, poiché si sta facendo tardi, il principe all’improvviso cambia programma e dà ordine di rappresentare in contemporanea i due pezzi : la farsa e l’opera tragica insieme. Così, in un intreccio tra trame, anche i personaggi delle due rispettive pièce si confondono. Strauss si diverte a rappresentare una accanto all’altro l’altezzosa primadonna della commedia e il pomposo tenore della tragedia, riservando la musica più eloquente al giovane compositore idealista (lui, naturalmente), raffigurato come un giovane genio alla Mozart. Quello di Zerbinetta, l’attrice comica, è invece un ruolo per soprano di coloratura che richiede abilità virtuosistiche e un mestiere consumato.

La Trama

Arianna è stata abbandonata da Teseo a Nasso, e invano le ninfe Eco, Driade e Naiade cercano di consolarla. Arlecchino, vedendola, intona una canzone in cui la invita ad accettare la realtà. Arianna è più sconvolta e invoca la morte, ma i comici cercano in tutti i modi di farle tornare il buon umore. Zerbinetta li congeda, e parla da sola con Arianna, asserendo di essere stata anche lei abbandonata. Ma Arianna non l’ascolta e si rifugia in una grotta, lasciando Zerbinetta sola nei suoi pensieri, per poi allontanarsi con la sua compagnia. Improvvisamente arrivano Eco, la Driade e la Naiade, che raccontano l’arrivo di una nave con a bordo il dio Bacco, e invitano Arianna ad uscire dalla grotta. Arianna lo scambia per Teseo, poi per Mercurio ed infine per il dio della morte; Bacco le dà corda, ma poi entrambi sentono di volersi bene, e si allontanano. Entra Zerbinetta, che esplica la sua morale al pubblico: ogni nuovo amante sembra sempre un dio.

Antico e Moderno

Questa volta, nei panni degli aristocratici settecenteschi non c’è la decadente epoca contemporanea (come nel Cavaliere della Rosa), ma il mito greco. Il messaggio che Strauss e Hofmannstahl suggeriscono al pubblico è quanto l’opera d’arte sia la sintesi dell’ispirazione nobile dell’artista e del mestiere impersonato da Zerbinetta la quale, da vera commediante dell’arte, è maestra in quell’improvvisazione. Un’opera raffinata e elegante di un arbiter elegantiarum della musica.
Vi aspettiamo!
Gli Amici della Musica HvK

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