Aspettando… la Prima. Turandot, l’ultima parola di Puccini

Cari Amici,

in attesa di scoprire – il 7 dicembre – la nuova rappresentazione di Tosca, l’opera con cui Giacomo Puccini entra nel Novecento, domenica 24 novembre alle 16 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) concluderemo il nostro percorso di avvicinamento alla Prima, con quello che è il capolavoro pucciniano novecentesco: TURANDOT. Un’opera dove le sperimentazioni orchestrali sono ancora – se possibile – più estreme e radicali che in Fanciulla del West (l’opera che abbiamo ascoltato nella prima puntata): ma nella quale Puccini torna a inserire alcune celebri arie, come in un’opera “a numeri” del tardo romanticismo.

Gianandrea Noseda e Stefano Poda

Ascolteremo questo capolavoro in un’edizione registrata nel 2018 al Teatro Regio di Torino , caratterizzato dalla direzione di forte impatto di Gianandrea Noseda, e dalle scene elegantissime e fortemente innovative di Stefano Poda. Rifacendosi alla tradizione toscaniniana, Noseda lascerà la rappresentazione incompiuta, abbassando la bacchetta alla morte di Liù: le ultime note composte da Giacomo Puccini.

Quel finale impossibile

Qualcuno si è chiesto se Puccini sia morto per l’impossibilità di completare la Turandot. Il dilemma allude al problema irrisolto delle pagine conclusive: come si può comporre un duetto d’amore tra un uomo che si dichiara innamorato di una sconosciuta e una donna che ha appena torturato e ucciso la più fedele amica di lui, la schiava Liù? Né la versione abbreviata del finale, composta dall’allievo Franco Alfano, né l’immaginifica ricostruzione delle bozze pucciniane di Luciano Berio risolvono veramente il problema. Da qui la decisione di Noseda di scegliere di non scegliere: lasciando la partitura incompiuta. Puccini lavorò incessantemente alla sua opera testamento senza riuscire a concluderla. Ciò che desta meraviglia è la straordinaria compiutezza di quest’ultimo lavoro.

L’Ottocento e gli Echi di Schoenberg

Un’opera che ha due anime: gli echi schoenberghiani ed espressionisti nell’orchestrazione, e un’ultima citazione dell’Ottocento nelle arie! A impreziosire il pomeriggio musicale, oltre alla straordinaria ripresa del suono e delle immagini in HD, e la presentazione di Luca Figini, anche un intervento di Emanuela Borghi, musicologa e Amica della Musica.
Vi aspettiamo!!!
Gli Amici della Musica HvK

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