Salta al contenuto

Per il giorno dei morti. Carmina Burana di Orff

Cari Amici,

esorcizzare il tema della morte, fino al punto da scherzarci sopra. E’ questo lo spirito della serata che sabato 30 ottobre alle 21 proporremo alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio). Così facevano i clerici vagantes quando, «smessi» i loro serissimi studi teologici, si concedevano un momento di svago tra vino, risate e canti.

L’opera

E’ questa l’atmosfera che Carl Orff (1895-1982) in pieno Novecento (l’opera è del 1936) tentò di ricostruire mettendo in musica i loro antichi testi goliardici. E’ nata così l’opera più famosa di Orff: i Carmina Burana. Negli anni Venti il compositore e didatta aveva iniziato a studiare a Monaco Monteverdi e poi – in un cammino a ritroso – la musica medievale. Idee didattiche all’avanguardia, con cui con un curioso paradosso andava sempre più indietro nel tempo, riscoprendo mimica, poesia e musica di epoche da secoli rimaste sepolte sotto l’oblio della storia.

L’edizione

Quando compose i Carmina Burana, Carl Orff pensò all’inizio a una rappresentazione teatrale. Ed è quanto si è proposto di fare Jean Pierre Ponnelle, in uno straordinario quanto raro allestimento del 1975. Le scene sontuose restituiscono al teatro una partitura nata per il palcoscenico, donandogli forse la sua cifra più autentica. Completano la meravigliosa edizione le voci di Lucia Popp e Hermann Prey, l’orchestra e il coro dei Munchner Philharmoniker (quanto mai idiomatici) e la direzione di Kurt Eichhorn.

Il testo

I testi dei Carmina Burana – è sempre affascinante ricordarlo – sono tratti da un importante manoscritto del XII secolo, che contengono poesie in latino e in tedesco, a volte dal linguaggio licenzioso, scritti dai giovani monaci benedettini. Orff le divise in tre sezioni tematiche: la Natura, la Convivialità e l’Amore. All’inizio e alla fine, come in un’immensa cornice, c’è un’imponente apertura-conclusione corale: un omaggio alla Fortuna, la dea del destino, imperatrice del mondo secondo la pomposa e un po’ goliardica concezione dei monaci in vena di divertissement. Il linguaggio musicale imita l’esuberanza ritmica di Stravinsky ma anche le opere corali romantiche: un pastiche tra secoli, lingue e gusti musicali che affascina da quasi un secolo.

A impreziosire la serata, la presentazione di Stefano Parravicini.

Vi aspettiamo!
CASA DELLA MUSICA !!!
(il luogo delle emozioni)
AMICI DELLA MUSICA Herbert von Karajan ETS

Vi ricordiamo che come sempre è necessario prenotare e portare con sé il proprio green pass a marco.mologni@gmail.com 3391352286

Facebooktwittermail
Lascia un commento