Romanticismo
Il pianoforte secondo… Brahms!

Cari Amici,
il pianoforte fu un’incessante musa ispiratrice nell’arte di Johannes Brahms. Ma solo due volte si confrontò con il concerto. Per due volte però compose un capolavoro. Sabato 27 maggio alle 20.30 li ascolteremo entrambi, in uno splendido concerto registrato solo pochi mesi fa nella Sala d’Oro di Vienna. Con i Wiener Philharmoniker, un pianista austriaco doc come Rudolf Buchbinder e un grande direttore viennese d’adozione: Zubin Mehta. Con lo splendore dell’Alta definizione, la sensazione sarà quella di essere «dentro» la Goldener Saal e di respirare l’atmosfera magica del Musikverein: gli Amici della Musica di Vienna dove Johannes Brahms in persona diresse le sue opere.

Nato ad Amburgo, nel 1862 Brahms si trasferì a Vienna e ci rimase per tutta la vita, stabilendo con la capitale austriaca un legame spirituale assoluto destinato a durare sino alla morte. Lì diventò direttore d’orchestra oltre che compositore di fama e pianista.
Ed è proprio lo spirito viennese più puro a emergere da queste due grandi esecuzioni.
La Vienna mitteleuropea di Karl Kraus, Freud, Schnitzler, Bruckner, Mahler, Schoenberg, Berg, Webern, Zemlinsky, di Johann Strauss. Ma anche la Vienna più intima, malinconica, elegiaca, che trova spazio tra le pieghe della sua musica, insieme ai grandi ideali e allo slancio eroico di un Romanticismo sulla china discendente.

CONCERTO PER PIANO N 1 – Da una crisi di identità nacque il Primo concerto per pianoforte, che Brahms concepì come una sonata per poi pensare di tramutarlo in una sinfonia. Una lunga lotta che si percepisce di una musica fin dalle prime battute inquieta e dalle tinte autunnali. Un’opera nella quale il “tradizionalista” Brahms rompe gli schemi, proponendo un cammino introspettivo dove sarà il pianoforte alla fine ad avere l’ultima parola sull’orchestra.

CONCERTO PER PIANO N 2 – Dovettero passare altri vent’anni prima che Brahms osasse dare alla luce un altro concerto per pianoforte. E fu un altro assoluto capolavoro. Altrettanto profondo e ancora più innovativo, con quattro movimenti si avvicinava moltissimo alla forma sinfonica. Nacque il più grande concerto composto mai fino ad allora, eppure non privo di note di leggerezza e arguzia, come nel celebre Scherzo.

Eseguiti da tutti i più grandi direttori del Novecento e da un ininterrotto florilegio di importanti pianisti, ci è sembrato significativo proporre quest’ultima edizione dei due concerti per pianoforte di Brahms che idealmente ne raccolgono l’eredità e il testimone.
Una serata di grande, anzi GRANDISSIMA MUSICA!!!
Gli Amici della Musica HvK

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