Novecento: TURANDOT la favola degli enigmi

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Cari Amici,
vi invitiamo domenica 10 maggio alle ore 15 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) per ascoltare (o riascoltare) la straordinaria edizione di Turandot andata in scena per la prima volta il 1 maggio al Teatro alla Scala. Ve la proporremo nello splendore del grande schermo con effetto cinematografico e il nostro impianto multicanale. Ma soprattutto sarà l’occasione di ripensare un grande capolavoro, grazie a una presentazione approfondita e curata da Niccolò Franciosi, finissimo conoscitore del mondo dell’opera italiana.

L’allestimento di Turandot che ha debuttato alla Scala il 1 maggio non è stato un allestimento qualunque: la lettura musicale incandescente, innovativa e di alto livello di Riccardo Chailly, la regia di Nikolaus Lehnhoff e il finale di Luciano Berio hanno donato a questo capolavoro incompiuto quel salto di qualità interpretativo che da anni stavamo aspettando.

Puccini pensò quest’opera protesa nel futuro e la volle densa di rimandi all’Espressionismo tedesco, di turbamenti per Stravinsky e Schonberg. E Riccardo Chailly, figlio del compositore novecentesco Luciano, scegliendo il finale di Luciano Berio porta finalmente la partitura nell’epoca che le appartiene: il Novecento. Strappandola all’Ottocento e al finale trionfalistico di Franco Alfano: stridente con una storia d’amore che si realizza solo grazie a un suicidio. Finalmente Turandot ha un finale “vero” e credibile. E in tale finale Berio cita ben 24 schizzi musicali che Puccini lasciò per la sua “incompiuta” (Alfano ne aveva utilizzati appena 4).

Del tutto in sintonia con la lettura di Chailly e Berio, il regista Nikolaus Lehnhoff trasforma la città proibita in una sorta di camera di sangue, ispirata al “teatro della crudeltà” di Antonin Arthaud. Una prigione di lacca rossa costellata da punzoni che evocano strumenti di tortura. In alto, un gigantesco buco nero diventa luna o vetrina per le apparizioni dei “Figli del Cielo”. Mentre il popolo di Pechino affiora dalla terra come l’armata di Xian, ma con cappelli di feltro e occhiali neri. Un popolo smanioso di sentire il sibilo della lama del boia, accecato dalla crudeltà della principessa, che immersa dentro il suo bozzolo di tulle bianco farà cenno al carnefice di procedere contro il principe di Persia. La lunga notte degli enigmi si conclude alla luce dell’alba, che irrompe dalle finestre del palazzo, invade la scena, abbaglia la platea. Calaf strappa all’amata il copricapo e la bacia. E lei finalmente si arrende. Ma le loro mani si intrecciano con il corpo di Liù, suggellando un amore nato dalla morte che nemmeno la morte può sciogliere.

Vi invitiamo ad appassionarvi con noi!!
Gli Amici della Musica

Il programma:
Casa della Musica, Desio
domenica 10 maggio 2015 ore 15

Giacomo Puccini

Turandot

(finale di Luciano Berio)
Nina Stemme, Turandot
Aleksandrs Antonenko. Calaf
Maria Agresta, Liù
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Nikolaus Lehnhoff, regia
Riccardo Chailly, direttore
Milano 1 Maggio 2015, Inaugurazione EXPO Milano 2015

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