Novecento, Il Giro di Vite di Britten

Jonathan Kent's production of The Turn of the Screw at Glyndebourne.

Cari Amici,
domenica 19 aprile alle 20.30 alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) ascolteremo un grande del Novecento: Benjamin Britten (1913-1976). Trascurato in vita e poi per decenni, questo autore sta vivendo negli ultimi anni un vero boom nelle sale da concerto di tutto il mondo e la sua vasta produzione è considerata ora tra i lasciti più grandi del secolo scorso. Merito della capacità dell’artista di cogliere lo spirito del nostro tempo, i suoi problemi e le sue ossessioni.

Ascolteremo e vedremo quella che è forse la sua opera più cupa: Il Giro di Vite. Britten ci racconterà la storia del mondo di Bly, abitato da fantasmi, e approfondisce il tema della buona fede e del suo abuso. Al centro del dramma c’è l’amore di una giovane istitutrice per il suo pupillo, il signorino Miles. Questa accetta l’impiego offertole dal misterioso zio del ragazzo e prende servizio nella casa dall’ambiente claustrofobico, dove viene a conoscenza dello stretto e preoccupante rapporto che si è instaurato tra Peter Quint, un servitore, e il ragazzino. L’istitutrice crede di avere il compito di proteggere Miles da Quint, anche dopo la morte di quest’ultimo, ma così facendo la sua ossessione verso il bambino aumenta e scatena una serie di eventi che condurranno al tragico epilogo.

Il racconto di Henry James, sul quale Britten e la librettista Myfanwy Piper hanno basato l’opera, lascia aperto il dubbio sulla reale esistenza dei fantasmi. Quint e Miss Jessel potrebbero essere solo il frutto dell’immaginazione dell’istitutrice. Invece, nell’opera i due esistono davvero e dichiarano i propri intenti ricorrendo a una citazione di Yeats: “La cerimonia dell’innocenza è spenta”. Rimane una certa ambiguità nella strofa finale di Miles, poiché non sappiamo se la frase “Peter Quint, tu diavolo” si riferisca al servitore o includa anche l’istitutrice.

L’atmosfera claustrofobica dell’opera svela un argomento inconfessabile diventato uno dei grandi problemi della nostra tormentata epoca: l’innocenza infantile e la corruzione degli adulti. Composta nel 1954 nel giro di pochi mesi, Il giro di vite è sicuramente una delle opere migliori di Benjamin Britten e una delle opere più significative del XX secolo.

L’edizione che proporremo – in blu-ray HD è quella andata in scena al Glyndebourne. Con la direzione di Jakub Hrusa e le voci di Miah Persson, Toby Spence, Susan Bickley, Giselle Allen, la London Philharmonic Orchestra e la regia di Jonathan Kent.
Venite a scoprire un’opera che parla dei nostri tempi!!
Gli Amici della Musica

Il programma:
Casa della Musica, Desio
domenica 19 aprile 2015 ore 20.30
Benjamin Britten

Il Giro di Vite (The Turn of the Screw)

Miah Persson, Toby Spence, Susan Bickley, Giselle Allen
London Philharmonic Orchestra
Jakub Hrusa, direttore
Jonathan Kent, regia
Glyndebourne festival, 2011

 

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