Opera Italiana. Manon Lescaut di Giacomo Puccini

Cari Amici,

se a pasquetta (lunedì 22 aprile alle 15) non avete voglia della solita gita fuori porta e non siete partiti per una vacanza, alla Casa della Musica (via Lampugnani, 80, Desio) vi offriamo un pomeriggio di sicuro appassionante. Ascolteremo e vedremo l’opera Manon Lescaut di Giacomo Puccini in un prestigioso allestimento con la direzione di Antonio Pappano, la regia di Jonathan Kent e le voci di Jonas Kaufmann e Kristine Opolais. Un allestimento molto acclamato che ha fatto tendenza. Ve la offriremo con (ogni volta) accurata presentazione di Luca Figini.

Grande allestimento al Teatro alla Scala

Vi proponiamo questo video ascolto in occasione del ritorno al Teatro alla Scala della sontuosa produzione di Manon Lescaut di Puccini con Riccardo Chailly nell’edizione critica di Roger Parker e la regia di David Pountney (scene di Leslie Travers) con le voci di José Maria Siri, Marcelo Alvarez e Massimo Cavalletti. Consigliamo in particolare a chi verrà con la nostra associazione a vedere lo spettacolo il 24 aprile alle 20 di non mancare a questa presentazione. Nel corso del pomeriggio sarà distribuito materiale di approfondimento sull’opera.

I Tormenti del giovane Giacomo

Per Giacomo Puccini la fortuna arrivò al terzo tentativo, dopo l’insuccesso di Le Villi e di Edgar. Ma il compositore lucchese arrivò con fatica al traguardo del successo. Ci vollero quattro scrittori per trasformare il romanzo dell’Abbé Prevost in un libretto; inoltre, dopo il trionfo della versione di Massenet, l’editore di Puccini si mostrò poco interessato al progetto. Pare che perfino Puccini nutrisse qualche dubbio in merito a questo lavoro, tanto da arrivare a tagliare la celebre aria dell’ultimo atto Sola, perduta, abbandonata cantata da Manon. Tuttavia, Manon è un’opera veramente pucciniana, per molti la più grande del lucchese.

Capolavoro tormentato

Il primo atto è tipico delle opere mature di Puccini: azione frenetica intrecciata a quella lirica; nel secondo, invece, il XVIII secolo (tutto minuetti e statuine di porcellana) si scontra con la passione sanguigna del verismo. Il terzo movimento, quando Manon insieme alle altre donne condannate sta per essere deportata in Louisiana, è costruito intorno a un ensemble magnificamente controllato, ma nel finale è fin troppo evidente il debito nei confronti di Wagner, uno stile sinfonico che in seguito Puccini terrà a distanza. In definitiva, quando si riaccendono le luci, sia ha l’impressione di aver ascoltato il (grande) lavoro di un compositore ancora alla ricerca di una voce e di uno stile propri.
Vi invitiamo a scoprire un’opera che trae il suo fascino dal suo essere imperfetta, esattamente come la sua protagonista.
Gli Amici della Musica HvK

OPERA ITALIANA
Lunedì 22 aprile ore 15
Giacomo Puccini
MANON LESCAUT
Kristine Opolais, Jonas Kaufmann
Royal Opera House Londra
ANTONIO PAPPANO, direttore
Jonathan Kent, regia

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