ClassicaViva, la musica non si ferma. Lucia di Lammermoor

Care Amiche e Cari Amici,

dopo il piacevole pomeriggio dedicato a Norma, domenica 18 aprile alle 16 proseguiremo l’esplorazione del mondo del Belcanto raccontando un altro capolavoro del romanticismo lirico italiano: Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti (1797-1848).

L’edizione

Ascolteremo quest’opera – unico tra i titoli storici donizettiani a essere davvero popolare – in un’edizione sontuosa e prestigiosa del Metropolitan di New York con Anna Netrebko (Lucia), Piotr Beczala (Edgardo), Ildar Abdrazakov (Raimondo), Marco Armiliato (direttore) e la regia di Mari Zimmerman. Una produzione del 2009 che ricorda anche nell’impostazione teatrale l’edizione di Norma vista settimana scorsa. Un doppio appuntamento nel fascino magico del Belcanto, guidato da Luca Figini, esperto d’opera.

L’opera

Il librettista, Salvatore Cammarano, lavorò su un soggetto di Walter Scott, di ambientazione scozzese: La sposa di Lammermoor. Nell’Ottocento, il personaggio di una sorella, o una figlia, che disobbedisce alla famiglia e impazzisce dopo aver ucciso il suo amante, rappresentava sia un avvertimento per le donne che intendevano ribellarsi alle convenzioni sociali, sia un eccitante esempio di romantica disobbedienza.

L’opera, rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli nel 1835, divenne subito una delle più amate e ha sempre conservato il suo posto di primo piano nel repertorio grazie alla poesia di alcune arie come “Chi mi frena in tal momento?” o della struggente cabaletta “Tu che a Dio spiegasti l’ali” e diede fama eterna ai suoi primi interpreti: Fanny Tacchinardi, Gilbert Duprez e Domenico Cosselli. Nel corso dei decenni è sempre stata una delle opere più rappresentate al mondo grazie a momenti poetici che hanno offerto opportunità senza pari per sbalorditive esibizioni vocali a interpreti epocali come Maria Callas, Joan Sutherland, Monterrat Caballé, Renata Scotto, Anna Moffo, Edita Gruberova e maestri come Tullio Serafin, Herbert von Karajan, Thomas Schippers, Georges Pretre.

Interessante è anche sapere cosa pensasse l’autore di questo suo capolavoro: «Come posso dire quale sia la mia opera preferita? Un padre preferisce il figlio menomato e io ne ho così tanti». Vi aspettiamo per unirvi con noi alla scoperta di un grande dell’opera e della sua grande musica!
Gli Amici della Musica HvK

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